Sentieri di fede
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Analitici

Sentieri di fede

Abstract: “Il Senato ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei cacciatori – ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli – e nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento, ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera” (La Repubblica, 20 aprile 2010). Nonostante io creda di essere in grado di assorbire, dopo decenni di esperienze, anche situazioni che considero oltre la ragionevole logica del comprendere e del buon senso, riesco ancora ad annichilirmi di fronte a episodi che travalicano, calpestandoli, anche i diritti più elementari della collettività. Mi riferisco al “colpo di mano” – così testualmente definito dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, in aperto dissenso coi senatori della sua maggioranza – messo in atto da un manipolo di malversatori arroccati sulle poltrone del nostro parlamento, asserviti e prezzolati da lobby speculative che inseguono i propri fini senza una briciola di rispetto per il patrimonio comune e i diritti della società universale, fatta di tutti gli esseri viventi, senza distinzioni di razza, casta, genere e specie. Individui capaci di soverchiare e sfondare, in spregio al diritto e con l’arroganza di un potere che ormai non conosce più regole nè moralità, anche le pressoché esili e delicate difese di un ecosistema (di cui siamo nostro malgrado parte integrante e debole) in affanno sempre più pesante. Questi “servitori dello Stato”, per gratificare le aberranti richieste di chi trova godimento nel distruggere vite imbracciando un fucile (e conseguentemente delle potenti lobbies delle armi), approfittando del caos che ormai regna sovrano nelle nostre istituzioni, hanno legiferato un emendamento di cui ogni italiano dovrà vergognarsi di fronte al mondo civile. La maggioranza al Senato, votando la modifica all’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione. La deroga in questione riguarda la durata del periodo in cui è concesso sparare agli animali, tempistica che era frutto di un equilibrio tra le pretese dei cacciatori e quanti desiderano dare una possibilità alla Natura ormai assediata da troppi nemici. Questo accordo, costato anni di confronti e compromessi accettati da entrambe le parti, era stato recepito anche dalla stragrande maggioranza dei cacciatori. Oggi siamo ripiombati in una bolgia anarchica dove, in un rimpallo senza soluzione di continuità tra Stato e regioni, chi vuole infilarsi tra le maglie delle infinite leggi che si accavallano l’una all’altra avrà buon gioco nel fare quello che vuole. Riaccendendo, a colpi di petizioni, raccolte di firme e qualsiasi altro strumento democratico di opposizione, la guerra tra “tutori” dell’ambiente e cacciatori. Con le nuove norme, la stagione della caccia rimane limitata a cinque mesi solo per alcuni mammiferi: il governo dà alle Regioni libertà di deroga per avifauna e uccelli migratori, cancellando i paletti temporali finora in vigore, e la possibilità di autorizzare abbattimenti di mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali. Sull'Italia già pende un pesante contenzioso con l’Unione Europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati quantità e misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori. “Avevamo raggiunto un faticoso accordo, questo voto rappresenta un colpo di mano” ribadisce il Ministro dell’Ambiente contestando l’approvazione dell'emendamento, ma non è l’unico nella maggioranza; anche alcuni senatori del Pdl e della Lega si sono dichiarati apertamente contrari, oltre a tutte le forze democratiche che hanno nei propri programmi la tutela e difesa dell’ambiente naturale. Nel frattempo, un oscuro vulcanetto islandese con quattro sbuffi di tosse ha paralizzato per una settimana il business internazionale, provocando una cifra non quantificabile di danni all’economia e un pesante colpo al delirio di onnipotenza degli umani, che si sono inutilmente agitati come formiche impazzite alla caccia di mezzi di trasporto alternativi all’aereo. Riscoprendo la caducità degli orari e degli appuntamenti, feticcio dei nostri tempi. Dovrebbe essere un segnale, lieve ma deciso, dell’obbligatorietà di un ritorno a ritmi, tempi e modi di vita più armonici con l’universo che ci circonda. Ma i nostri reggenti, impavidi, ben piantati sui piedi e braccia ai fianchi, snobbano queste “goliardiche esternazioni” della Natura – che tanto è in minoranza… – e proseguono decisi con le “riforme”. Si salvi chi può!


Titolo e contributi: Sentieri di fede

Data:2010

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2010
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