Acqua
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Analitici

Acqua

Abstract: Perché un numero dedicato all’acqua? Innanzitutto per la straordinaria bellezza e varietà degli ambienti che questo elemento sa creare, capaci di esaltare la fantasia e le emozioni di qualsiasi appassionato di Natura, come ci auspichiamo siano i nostri lettori. Dalle aree antropizzate, fatte di monumentali opere ingegneristiche per rendere sempre più vicina all’uomo questa fonte primaria di sopravvivenza, alla grandiosa creatività dell’acqua tra rocce, boschi, prati, terre e sabbie, fino ad arrivare agli oceani, gli scenari creati dal suo scorrere inarrestabile sono una dimostrazione del “divino” che caratterizza l’universo naturale. Una forza apparentemente impossibile da “imbrigliare” e condizionare… purtroppo non è così, e da tempo, ormai, le trame oscure e perverse della speculazione hanno identificato nell’acqua l’incommensurabile tesoro di questo secolo, ben più del petrolio e di qualsiasi altro bene prezioso che sia dato in utilizzo all’umanità. Distinzione netta e inequivocabile, anche concettualmente, tra utilizzo e possesso. Le risorse naturali, e l’acqua in particolare, sono un patrimonio che deve essere disponibile a ogni forma di vita, anche presupponendo un “primato” – peraltro discutibile – dell’uomo sugli altri esseri viventi. E, soprattutto, dovrebbero essere da ognuno tutelate, conservate, usate con parsimonia, perché rimangano integre nelle loro riserve e disponibili anche a chi seguirà, in futuro. Non la pensano così le filosofie e i progetti di chi “governa” questo mondo coi parametri del lucro, della rapina indiscriminata delle risorse, della speculazione, dell’arricchimento senza limiti di pochi a danno di tutta la collettività planetaria. Fatta di insetti, vegetali, animali, ma anche di uomini. Tanti. L’immensa maggioranza, che viene privata delle risorse essenziali della vita se non è in grado di pagarle. Questo è lo scenario che si prospetta nella prossima “Guerra dell’acqua”: un branco di malfattori senza volto e senza nome, nascosti dietro le insegne luminose, perfette, pulite delle multinazionali, in campo con le armi della finanza per appropriarsi del bene più prezioso, indispensabile alla vita. Dall’altra, un pianeta che sta morendo di sete. La mercificazione di una risorsa primaria della Terra, fondamentale come l’acqua, rappresenta uno dei mali più devastanti e insidiosi per l'umanità, e in questo, purtroppo, l'Italia è un esempio eclatante di intrecci tra affari leciti e illeciti, tra politica e business a qualsiasi costo, tra legislatori “lungimiranti” e gruppi mafiosi che controllano, ormai quasi totalmente, il territorio. Il nostro paese, uno dei più ricchi di acqua al mondo, è tristemente all’avanguardia anche nella speculazione legata all’elemento liquido, trasformato in “affare” che porta miliardi di bottiglie a viaggiare sulle autostrade, sui treni, sulle navi, depredando il suolo e sottosuolo che appartiene a tutti per trasformarlo in “oro”, denaro che dilaga come un fiume in piena nelle casse di poche società internazionali. Testi antichi come le Institutiones di Giustiniano indicano che l'acqua e altre fonti naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura questi elementi sono comuni a tutta l'umanità: l'aria, l'acqua dolce, il mare, e quindi le sponde del mare". Ma l'economia globalizzata sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può' estrarre e commerciare liberamente. L'ordine economico globale chiede la rimozione di tutti i vincoli e le normative sull'uso dell'acqua e l'istituzione di un mercato di questo bene. I sostenitori del libero commercio dell'acqua vedono i diritti di proprietà privata come unica alternativa alla libertà statale e i liberi mercati come il solo sostituto alla regolamentazione burocratica delle risorse idriche. Invece, più di qualsiasi altra risorsa, l'acqua deve rimanere un bene pubblico e necessita di una gestione comune. Non possiamo più lasciare, in nessuna regione del mondo, a governanti asserviti al potere economico e in combutta con i grandi speculatori, la gestione, addirittura il “possesso” dell’unico elemento, insieme all’aria, irrinunciabile per l’esistenza. È ora che, tutti, iniziamo a pensare la nostra vita in termini di “sopravvivenza”; solo così forse, le pubblicità miliardarie, le eleganti bottiglie di plastica sulle nostre tavole, e le bugie populiste dei nostri politicanti per diletto, illusionisti e ciarlatani per vocazione, cominceranno a farci paura.


Titolo e contributi: Acqua

Data:2010

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2010
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