Risveglio di primavera
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Analitici

Risveglio di primavera

Abstract: Ci sono evidenze che, per quanto io cerchi di mediare tra immaginazione e buon senso, proprio non riesco a capire. Qualche giorno fa, come altre centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, sono stato trascinato nel mondo di Pandora, lo straordinario palcoscenico dove si sviluppa la storia di Avatar, megaproduzione cinematografica destinata a stabilire una nuova frontiera nell’universo audiovisivo. A prescindere dalla fantasmagoria dell’animazione, capace di affascinare anche il più disincantato e distratto spettatore, ho meditato sul contenuto, sul “messaggio” che questo capolavoro visionario vuole promuovere. Assolutamente banale, nella sua elementare semplicità, la trama, che riproduce fedelmente e senza fronzoli onirici o fantascientifici un copione ormai tragicamente stracollaudato infinite volte nel corso dell’evoluzione umana: la prepotenza coercitiva e distruttiva di qualsiasi “potere” nella predazione di tesori e patrimoni naturali. Assolutamente inutile chiedere, a chiunque abbia visto il film, da che parte stia: impossibile non parteggiare per gli ingenui umanoidi azzurri, capaci di vivere in simbiosi col loro mondo, in grado di ascoltare le voci delle rocce e del vento, di parlare con le piante e con le anime di quelli che li hanno preceduti. Disinteressati all’apparente “ricchezza” determinata dal possesso di prodotti non indispensabili a un’esistenza dove soltanto l’Armonia è fulcro e motivo del vivere. Epidermicamente odiosi i “cattivi”, intenzionati a impossessarsi a scopo speculativo delle ricchezze naturali del pianeta Pandora, anche a costo di sterminarne l’intera popolazione, ottusamente e caparbiamente fedeli a un agghiacciante slogan guerrafondaio: “Se vuoi qualcosa che appartiene ad un altro, fallo diventare il tuo nemico, così sarai giustificato a prendergliela!” Cos’è che non riesco a capire? Le strane logiche mentali che ci fanno commuovere per la sorte apparentemente segnata degli umanoidi azzurri di Pandora, e ci spingono idealmente a combattere al loro fianco contro i mercenari che vogliono distruggere quel mondo, e invece poi, nella realtà, ci fanno rimanere indifferenti a identici, ignobili, e tragicamente reali, attacchi al patrimonio naturale, alle risorse che appartengono a tutti, a tentativi sempre più eclatanti di cancellare culture e specificità in nome dell’“interesse supremo” di una società universale senza più volto né anima, fatta non di persone ma di indicatori economici. Siamo noi esseri umani – di qualsiasi razza e religione – quegli ingenui “selvaggi” azzurri a cui stanno scippando il mondo e la vita, almeno quella che val la pena di vivere, ma, a differenza degli abitanti di Pandora, sembra abbiamo perso ogni capacità di combattere, di opporci all’insaziabile bramosia di potere e ricchezza speculativa di pochi oligarchi mondiali, a scapito dell’intero pianeta e dei suoi abitanti. Una metafora, quella di Pandora, fin troppo evidente e ingenua. Perché, allora, non cominciamo a difendere il nostro suolo, le nostre culture, la nostra acqua, la nostra aria, le nostre specificità e quelle di ogni più piccolo frammento di mondo? Iniziando con l’impegnarci in prima persona per ridurre gli sprechi, ottimizzare i consumi, migliorare l’efficienza delle produzioni. E, soprattutto, poichè la democrazia se ben utilizzata offre infiniti strumenti per punire i cattivi governanti, condizionando in modo forte, deciso e senza distinzione di “colore”, una dirigenza politica da troppo tempo asserragliata in una “cittadella” avulsa dalla realtà e interessata solo al proprio tornaconto. Se vogliamo avere ancora qualche possibilità di vivere a lungo su questo pianeta, i governanti, a qualunque nazione, razza o schieramento appartengano, devono tornare a operare per il bene comune di tutti, con progetti strutturali di lunga durata. Se lasciamo ancora per poco il governo in mano a chi cerca solo e con ogni mezzo l’interesse privato e delle lobbies che rappresenta, non ci resterà nulla per cui combattere… buona primavera!


Titolo e contributi: Risveglio di primavera

Data:2010

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2010
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